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Non vi è nulla senza il tutto

Come facciamo a sostenere che ci troviamo in presenza del nulla senza aver fatto esperienza del tutto?
Come facciamo a dire che è buio, senza aver fatto esperienza della luce?
Inoltre, nel nulla vi è tutto e nel tutto non vi è nulla.
Il buio prepara, introduce, predispone ad una visione. Il buio affina la vista, c'è dunque una certa luce nel buio.
La luce conduce alla cecità, la luce abbacinante, acceca. La luce affievolisce la vista, c'è dunque un certo buio nella luce.
Il cieco non è chi vive nel buio, ma chi è stato accecato da troppa luce, il cieco è uno che sta vedendo troppo.
Così, dire che ci troviamo nel nulla, nel vuoto o nel buio diviene impossibile.


Si può solo non sostenere di trovarsi o di non trovarsi.
Una coscienza che nascesse dal solo buio, non sarebbe una coscienza. Non saprebbe di essere nel buio, perché non saprebbe di essere e non saprebbe di essere perché non saprebbe di essere nel buio.
Provate ad immaginare una linea.
Come avete fatto per visualizzarla?
L'avete immaginata nera, bianca, a strisce… se l'avete immaginata nera, avete creato uno sfondo bianco? o colorato? certo non nero.
Dunque abbiamo bisogno di elementi di paragone, di contrasti, di diversità, di riferimenti, di opposizioni. La stessa linea non è riconoscibile senza una superficie più ampia sulla quale sovrapporla, opporla. Ingrandendo la linea nera, come se la guardassimo al microscopio, sino a vedere solo una superficie, ecco che a questa potremmo sovrapporre-opporre, una linea bianca.
Come facciamo, inoltre, a sapere se questa linea procede in direzione verticale, orizzontale, di profondità o altro?
Ha un'origine questa linea? Quale?

Ecco così nascere la visualizzazione dell'angolo. L'angolo è la contrapposizione di due rette.
Il punto di incontro delle due rette è anche il punto di origine di queste.
L'angolo è così una rappresentazione simbolica dell'Essere e dell'Esistere. L'angolo racchiude in sé la ricca simbologia della croce, ma in maniera più essenziale. In oltre l'angolo rappresenta l'infinito universo di possibili sfumature delle contrapposizioni. Il punto di incontro delle due rette, è il luogo della manifestazione dell'Essere e dell'Esistere.
Se ora postuliamo che l'uomo è un'emanazione divina, che è una parte del tutto, una parte del tutto al cui interno il tutto è rappresentato, e se diciamo che il divino è una contrapposizione di forze che rappresentiamo come opposizione di due rette infinite, diciamo anche che l'uomo fisico è una contrapposizione di rette finite. Il punto in cui le rette si incontrano, è il punto in cui si uniscono le complementarità ed è il luogo della coscienza. Le "energie" delle rette confluiscono in questo punto, e da questo punto le "energie" dipartono verso le rette.
Per farla breve, visto che siamo su internet, l'angolo rappresenta tutte le possibili contrapposizioni che producono senso: bianco-nero, bene-male, alto-basso, cielo-terra, ying-yang…
L'angolo ha la possibilità, come l'uomo e dunque come ciò che sta al di sopra e al di sotto dell'uomo, di modificare la sua angolazione. Il punto di massima contrapposizione lo troviamo realizzato nella geometria dell'angolo piano. Questo è lo stato di maggior coscienza dell'Essere e dell'Esistere. E' chiaro che il minor grado di coscienza dell'Essere, e cioè del non essere, lo troviamo rappresentato dalla geometria dell'angolo giro, il momento cioè in cui le rette non si contrappongono più in un punto, identificandosi l'una con l'altra.
In prospettiva psicologica, l'Angolo rappresenta la potenzialità di esperire infinite personalità. Noi siamo tutti, in potenza, e tutti sono noi. All'interno dei due estremi Angelo Diavolo che formano una diade complimentare Angelo-Diavolo noi siamo in potenza uno, l'altro e tutti. Uno, Nessuno e Centomila.
Nasce così una crasi alchemica composta dalle prime tre lettere della parola angelo e dalle ultime tre della parola diavolo che è ANGOLO.
Angolo, siamo tutti noi. Angolo è il nostro vero e primo nome 

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